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Mounjaro (tirzepatide): effetti collaterali, controindicazioni e come funziona

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Gli effetti collaterali più frequenti di Mounjaro sono disturbi gastrointestinali: nausea, diarrea, vomito, stitichezza e dolore addominale. Nella maggior parte dei casi sono lievi o moderati e si concentrano nelle settimane in cui si aumenta la dose. Effetti più seri, come la pancreatite acuta o i disturbi della colecisti, sono non comuni ma vanno riconosciuti subito. In questa guida trovi cosa riporta la scheda tecnica ufficiale del farmaco, come gestire i disturbi e quando contattare il medico.

Cos'è Mounjaro e come funziona

Mounjaro è il nome commerciale della tirzepatide, un farmaco autorizzato nell'Unione Europea dal 15 settembre 2022. Agisce sui recettori di due ormoni intestinali, GIP e GLP-1: aumenta il senso di sazietà, riduce l'appetito e rallenta lo svuotamento dello stomaco. Si inietta sottocute una volta a settimana, nell'addome, nella coscia o nella parte alta del braccio.

È indicato in due casi, sempre insieme a dieta e attività fisica:

  • diabete di tipo 2 non controllato a sufficienza, negli adulti e nei ragazzi dai 10 anni in su;
  • gestione del peso negli adulti con BMI pari o superiore a 30, oppure tra 27 e 30 se è presente almeno una patologia legata al peso, come ipertensione, colesterolo alto, apnee notturne, malattie cardiovascolari, prediabete o diabete di tipo 2.

In Italia, per il diabete di tipo 2 è rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale dal 23 febbraio 2025. È un farmaco che si assume solo con prescrizione medica.

La terapia parte da 2,5 mg a settimana. Dopo 4 settimane si passa a 5 mg e, se serve, la dose si aumenta di 2,5 mg alla volta, a distanza di almeno 4 settimane, fino a un massimo di 15 mg.

Mounjaro: gli effetti collaterali in base alla frequenza

 
Frequenza Effetti collaterali
Molto comuni (più di 1 persona su 10) Nausea, diarrea, vomito, dolore addominale, stitichezza. Nei pazienti con diabete che usano anche insulina o sulfoniluree: ipoglicemia
Comuni (fino a 1 persona su 10) Digestione difficile, gonfiore addominale, eruttazioni, flatulenza, reflusso, capogiri, pressione bassa, perdita di capelli, stanchezza, reazioni nel punto di iniezione (arrossamento, prurito), reazioni allergiche, aumento della frequenza cardiaca, aumento di lipasi e amilasi agli esami del sangue
Non comuni (fino a 1 persona su 100) Calcoli alla colecisti, colecistite, pancreatite acuta, svuotamento dello stomaco rallentato, alterazione del gusto, dolore nel punto di iniezione
Rari (fino a 1 persona su 1.000) Reazione allergica grave (anafilassi), angioedema

Per dare un'idea dei numeri: nello studio sulla perdita di peso in persone senza diabete, la nausea ha riguardato dal 25% al 33% dei pazienti trattati con tirzepatide, contro il 9,5% di chi riceveva il placebo. La diarrea dal 19% al 23%, contro il 7%. Circa il 61% di questi disturbi era lieve e il 35% moderato, e solo tra il 2% e il 4% dei pazienti ha interrotto la terapia per questo motivo.

Quanto durano nausea e disturbi intestinali

Secondo la scheda tecnica, nausea, vomito e diarrea sono più frequenti nella fase di aumento della dose e diminuiscono con il tempo. Per questo la dose si alza in modo graduale: se i disturbi sono fastidiosi, il medico può decidere di restare più a lungo sulla dose in corso prima di salire.Vomito e diarrea fanno perdere liquidi: è importante bere a sufficienza, perché la disidratazione può affaticare i reni. Vale soprattutto per le persone anziane.

Effetti collaterali gravi: quando contattare subito il medico

  • Dolore forte e persistente alla pancia, che può arrivare fino alla schiena, con o senza vomito: può essere una pancreatite. Bisogna rivolgersi subito al medico.

  • Dolore addominale che non passa: va sempre riferito al medico. Calcoli e infiammazione della colecisti sono effetti non comuni e, secondo la scheda tecnica, sono legati alla perdita di peso.

  • Vomito o diarrea intensi che impediscono di bere: rischio di disidratazione.

  • Gonfiore rapido di labbra, lingua o gola, difficoltà a respirare o a deglutire: reazione allergica grave, serve il pronto soccorso.

  • Sudorazione, debolezza, fame, battito accelerato, confusione in chi ha il diabete e usa insulina o sulfoniluree: possibile ipoglicemia.

  • Prima di un'anestesia generale o di una sedazione profonda va detto all'anestesista che si usa Mounjaro, perché lo stomaco si svuota più lentamente.

 

Controindicazioni e quando serve più attenzione

L'unica controindicazione assoluta è l'allergia alla tirzepatide o a uno degli eccipienti. Serve invece cautela, e una valutazione dello specialista, in chi ha avuto una pancreatite, in chi soffre di malattie gastrointestinali gravi come la gastroparesi grave e in chi ha una retinopatia diabetica. Chi assume farmaci con un margine terapeutico stretto, come warfarin o digossina, va controllato all'inizio della terapia e a ogni aumento di dose.

In gravidanza Mounjaro non è raccomandato: le donne in età fertile devono usare un metodo contraccettivo, e chi programma una gravidanza deve sospendere il farmaco almeno un mese prima.

Perché la terapia va seguita da uno specialista

Mounjaro funziona, ma non è un farmaco da usare da soli. La scelta della dose, la gestione degli effetti collaterali e la valutazione di altre terapie in corso richiedono un medico esperto in obesità e metabolismo, come un endocrinologo.

Nel nostro Poliambulatorio ogni percorso parte da una valutazione completa. Con l'elettrostratigrafia segmentale misuriamo come è distribuito il grasso nel corpo e in particolare il grasso viscerale, quello che si accumula intorno agli organi ed è il più pericoloso per la salute. Se valuti la terapia, qui trovi come lavoriamo con Mounjaro a Brescia.

Domande frequenti su Mounjaro

Gli effetti collaterali di Mounjaro passano?

Nella maggior parte dei casi sì. Nausea, vomito e diarrea sono più frequenti quando si aumenta la dose e tendono a ridursi con il tempo. Se non migliorano, ne va parlato con il medico.

Mounjaro fa perdere i capelli?

La perdita di capelli è un effetto comune, riportato soprattutto nelle persone trattate per sovrappeso e obesità. Se ti preoccupa, uno specialista può valutarne la causa: qui trovi come affrontiamo la caduta dei capelli nella donna.

Mounjaro riduce l'effetto della pillola anticoncezionale?

Negli studi una singola dose di tirzepatide ha ridotto l'assorbimento della pillola, ma la scheda tecnica attuale considera questa riduzione non clinicamente rilevante e non richiede modifiche. Resta comunque consigliato un metodo contraccettivo per tutta la durata della terapia.

Si può usare Mounjaro durante l'allattamento?

Secondo la scheda tecnica, nel latte materno la tirzepatide è risultata assente o presente in quantità molto basse, e il suo uso durante l'allattamento può essere preso in considerazione. La decisione va presa con il medico.

Cosa succede se salto una dose?

Se sono passati al massimo 4 giorni, la dose si fa appena possibile. Se ne sono passati di più, si salta e si riprende con la dose successiva nel giorno abituale.

Fonti

Tutti i dati clinici (indicazioni, dosi, frequenze, percentuali, avvertenze) vengono dalla scheda tecnica ufficiale. Non vanno messe nell'articolo: servono a noi come riferimento.