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Calcolo dispendio metabolico

Il calcolo del dispendio metabolico comprende la definizione della composizione corporea e del dispendio energetico ed è utilizzata in vari settori come la medicina, l’antropologia, l’ergonomia, lo sport e l’auxologia e nel nostro Poliambulatorio, come nei migliori centri dimagranti del mondo, viene effettuata questa particolare misurazione.

Grande interesse viene riposto nella quantificazione del grasso corporeo in relazione allo stato di salute e nella performance sportiva.
La valutazione della composizione corporea viene inoltre utilizzata per:

  • identificare il rischio di salute del paziente associato a livelli eccessivamente alti o bassi di massa grassa;
  • identificare il rischio di salute del paziente associato all’eccessivo accumulo di grasso intra-addominale;
  • monitorare i cambiamenti di composizione corporea che sono associati a certe malattie (per esempio l’eccessivo accumulo di liquidi che si ha nel linfedema o nelle ritenzioni idriche durante la menopausa o con malattie endocrine femminili);
  • i cambiamenti nelle proporzioni durante la crescita e l’invecchiamento;
  • valutare l’effetto dell’alimentazione e dell’esercizio fisico;
  • stimare il peso corporeo desiderabile di un soggetto;
  • valutare quanto spende di energia durante il giorno, perché, ad esempio, potrebbe risultare inutile far iniziare un regime dietetico dimagrante ad un paziente che per diverse malattie o disfunzioni brucia pochissimo.
  • misurare i diversi componenti che costituiscono il corpo.

La valutazione della composizione corporea può essere fatta a diversi livelli, dal più semplice (atomico) al più complesso (corpo intero) passando per livelli intermedi (molecolare, cellulare e tissutale).

La conoscenza oggettiva della propria composizione corporea è il primo passo per poter organizzare una terapia nutrizionale-dietetica veramente personalizzata.

La plicometria, che si basa sull’utilizzo di un plicometro attraverso cui viene estrapolata la percentuale di massa grassa del soggetto, presenta un limite molto significativo: suppone che il soggetto sia ben idratato, ossia che abbia una percentuale di acqua corporea totale del 60%.

In caso contrario tutti i valori che escono dall’esame non sono attendibili!
 Questo vuol dire in sostanza che, se non conosciamo a priori la condizione di idratazione del paziente, rischiamo di fare dei grossolani errori di valutazione poiché, se per caso il soggetto fosse disidratato e noi non lo sappiamo, tutti i valori della plicometria risulterebbero poco attendibili.

Per conoscere lo stato di idratazione della persona occorre utilizzare uno strumento che “misuri” anche l’acqua corporea.

Tra le varie possibilità, la bioimpedenzometria con impedenziometro risulta per il medico dietologo la metodica sicuramente più facile da utilizzare e meno invasiva.

Questo strumento in pochi minuti dà la possibilità di conoscere, oltre che lo stato di idratazione, una serie di valori fondamentali per poter poi proporre un corretto regime terapeutico, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Risulta quindi fondamentale per definire il programma più indicato per il paziente.