Non mangiare il burro... fa aumentare il colesterolo!
Attenzione alla pasta... fa gonfiare l’addome se sei fortunato, ma se scopri la celiachia non lo sei!
Che dire poi del vino? Ho assistito a vere e proprie risse congressuali sulla convenienza del mezzo bicchiere contro la malattia certa dei due.
Ovviamente tra i pazienti è tutto un sovrapporsi di cosiddetti “fatalisti”, quelli cioè che convivono con i loro piccoli difetti comportamentali e non ne temono le eventuali ripercussioni, e, all’estremo opposto, di ortoressici, i maniaci dell’igiene comportamentale ed alimentare in primis.
Ma tutti siamo un po’ uno e un po’ l’altro, anche noi medici spesso siamo più “sensibili”, più rigidi nell’imporre regole in settori nei quali siamo più culturalmente o emotivamente coinvolti e molto più “elastici” in altro.
Ma perché questo La risposta è semplice:
perché la medicina, pur sarà la genetica funzionale, nutrigenetica per quanto concerne tutte le problematiche relative alla nutrizione.
La genetica tenterà, quindi, di soddisfare l’esigenza di indicazioni personalizzate per la salute, mettendo a disposizione degli specialisti informazioni capaci di orientare non la popolazione, ma ogni singola persona, sullo stile di vita da praticare.
Con la nutrigenetica vengono, infatti, determinati alcuni polimorfismi funzionali del nostro dna, che non sono necessariamente legati alla manifestazione di una malattia, ma che finiscono per influenzare in modo specifico la struttura e l’attività del nostro organismo, le sue forze e le sue debolezze nei confronti del cibo e di tutti i fattori ambientali ingenere. Una vera personalizzazione nella prevenzione, quindi, che ci permetterà in futuro (ma alcuni test nutrigenici sono già a disposizione) di essere molto più precisi nell’organizzare la prevenzione nostra e soprattutto dei nostri figli.
Con la perizia, la meticolosità, la grande abnegazione dei suoi più illustri rappresentanti, non è una scienza perfetta, esatta, sicura al cento per cento. Nel nostro ambiente non c’è molto spazio per l’uno più uno uguale a due, ma semmai nel campo medico uno più uno fa spesso due, ma non sempre!
Chi comanda nel nostro mondo è l’epidemiologia, la disciplina biomedica che si occupa dello studio della distribuzione e della frequenza di malattie ed eventi di rilevanza sanitaria nella popolazione.
In pratica che il burro possa per molti, ma non per tutti fare male ce lo dice l’epidemiologia, la quale si avvale di studi molto approfonditi e della statistica, che ci mette in guardia, ci avvisa che nella popolazione in generale certi comportamenti sono pericolosi.
Grandi risultati sono stati sin qui ottenuti da questo modo di lavorare, ma una svolta importante, determinante nel reimpostare il nostro modo di affrontare in salute la vita.
Dott. Enrico Filippini
Articolo pubblicato su 12mesi di febbraio 2010



