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Dimagrire abbassando il riscaldamento

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ICEMAN come Impact of Chronic Cold Exposure in Humans è il nome dell’ultimo lavoro del prof. Paul Lee, presentato al congresso mondiale di endocrinologia di Chicago e pubblicato sulla rivista Diabetes.

La premessa è che nell’uomo coesistono due tipi di grasso; il grasso bianco, che accumula energia, e quello bruno, che invece la brucia per regolare la temperatura corporea.

Si avete capito bene, esiste il grasso che fa dimagrire!

Tutti noi endocrinologi sappiamo che stimolando selettivamente il grasso bruno otteniamo ottimi risultati su peso e glicemie dei nostri pazienti; ma Lee ha fatto di più: ha alternativamente, per lunghi periodi, fatto vivere alcuni volontari a diverse temperature ambientali, e dai prelievi ed esami raccolti ha dimostrato che il grasso bruno può, in condizioni di temperatura relativamente bassa, aumentare anche del 30-40%.

Ma a quali temperature? a 27 gradi, per 10 ore al giorno, il grasso bruno si riduce, mentre a 19 gradi aumenta considerevolmente, tanto da influenzare il dispendio energetico totale e le glicemie dei volontari.

Alla fine del suo articolo il professor Lee prospetta quindi che una delle cause dell’aumento incontrollato dell’obesità e del diabete possa essere, dopo l’eccessiva alimentazione e la scarsa attività fisica, anche l’abbassamento drastico della quota di grasso bruno nell’uomo moderno, abituato a vivere costantemente a temperature indotte di 24-26 gradi.

Auspica, infine, che possano nascere nei governi dei paesi, importanti campagne di sensibilizzazione e controllo delle temperature delle abitazioni e dei luoghi di lavoro, che dovrebbero essere progressivamente diminuite.