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Quando cade la palpebra

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Gentile dottor Filippini,

Da cosa dipende l’area stanca che ha il mio sguardo? 

Potrebbe essere dovuto dall’eccesso di pelle alle palpebre che conferisce allo sguardo un’aria più datata e che molte persone accusano dopo i 40 anni.

 

L’unico modo per correggere questo problema è la blefaroplastica? 

No, l’intervento di blefaroplastica è una soluzione ma necessita di anestesia e le possibili complicanze conseguenti all’intervento chirurgico. Da alcuni anni sono nati metodi alternativi, efficaci ma con meno rischi e controindicazioni.

 

Qual è il metodo alternativo alla blefaroplastica tradizionale? 

La blefaroplastica non ablativa, o plasma terapia con Plexer, che non ricorre al bisturi o al laser per rimuovere la cute in eccesso, evitando così tutti i rischi dell’intervento tradizionale.

Questa tecnica viene definita “Dinamica” in quanto permette al medico di invitare il paziente ad aprire e chiudere gli occhi durante il trattamento, mettendo così in evidenza le pliche di cute ancora da trattare.

 

Quali sono le principali differenze con la blefaroplastica tradizionale? 

Questa tecnica di Blefaroplastica viene definita “non ablativa” in quanto si effettua senza incidere, senza asportare cute in eccesso, senza asportare grasso e senza modificare il muscolo orbicolare delle palpebre.

L’intervento di Blefaroplastica dinamica non ablativa si effettua sulla pelle della palpebra  eliminando selettivamente microscopici punti superficiali induriti dal tempo per sublimazione, cioè trasformandoli dallo stato solido a quello gassoso o aeriforme. Una volta eliminati i microscopici punti duri la pelle riacquista elasticità e subisce un naturale stiramento e conseguente ringiovanimento!

 

Quali vantaggi ci sono rispetto alla blefaroplastica tradizionale? 

Come per tutti gli interventi di Blefaroplastica non ablativa, non si hanno cicatrici o asimmetrie, il colorito rosato della parte trattata, visibile al controllo effettuato 28 giorni dopo, si normalizza nei giorni successivi e non si ha abbassamento del sopracciglio che conferirebbe il frequente aspetto triste dello sguardo  del post blefaro tradizionale.

Un ulteriore vantaggio del Plexer è quello di non causare mai lagoftalmo o quell’eccessiva apertura degli occhi che dà allo sguardo quell’aspetto “spiritato”. Con la blefaroplastica non ablativa realizzata dopo anni di ricerca, oltre alla classica riduzione dell’eccesso di cute della palpebra superiore, si ottiene un accorciamento della cute in eccesso a livello perioculare esterno con conseguente scomparsa delle rughe d’espressione periorbitarie zigomatiche.

Per la mia esperienza posso inoltre dire che a differenza della blefaroplastica chirurgica la Plexer terapia è meglio farla quando il problema alla palpebra è in uno stadio iniziale; l’ottima riuscita e soprattutto duratura rende questo nuovo intervento veramente vincente.

 

Quali sono gli inconvenienti di questo trattamento? 

Se la parte trattata è particolarmente estesa si avrà un edema che comparirà la sera del giorno dopo e che durerà solo due giorni circa.

 

Come si possono ridurre gli inconvenienti della blefaroplastica non ablativa? 

Per evitare questa evenienza, tutto sommato trascurabile rispetto ai vantaggi, è opportuno ripartire il trattamento in due o più sedute, anche se l’eventuale edema post trattamento, è facilmente gestibile effettuando sedute meno impegnative. Le crosticine della seduta cadranno nell’arco di 5-7 giorni.

 

Cosa ne pensa di questo trattamento? 

Oggi, finalmente, possiamo affermare che la Blefaroplastica Dinamica non Ablativa per Sublimazione, quando effettuata da un medico esperto nella metodica, offre uno splendido effetto estetico e funzionale, con poco disagio al paziente rispetto ai rischi e ai costi di intervento.

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